Seguono Francia 2. Questo dato si spiega con:. Nelsu oltre 20 mila siti di balneazione controllati in tutta l'Unione europea, circa due terzi riguardano acque di balneazione costiere e un terzo acque di balneazione interne fiumi, laghi e stagni. In Italia, Grecia, Francia, Spagna e Danimarca si concentra il maggior numero di acque di balneazione costiere, Germania e Francia invece, contano il maggior numero di acque di balneazione interne.

Cipro, Malta e Romania hanno trasmesso dati solo per le zone costiere, mentre Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lussemburgo e Slovacchia hanno solo acque interne di balneazione. I restanti 19 Stati membri hanno trasmesso dati per entrambe le tipologie di siti di balneazione. I dati contenuti nel report dell' Agenzia europea per l'ambiente Eea sono elaborati sulla base dei risultati dei campionamenti trasmessi alla Commissione degli Stati membri entro il 31 dicembre di ogni anno.

Per conoscere la situazione delle acque di balneazione a livello internazionale, l' Agenzia europea per l'ambiente Eea rende disponibili due strumenti on line che consentono agli utenti di accedere ai dati del Paese o della Regione selezionati e fare paragoni con gli anni precedenti. I dati possono essere visualizzati in programmi di mappatura geospaziali come Google Earth e le mappe Bing. Queste informazioni permettono al pubblico di contribuire attivamente alla protezione dell'ambiente e al miglioramento dei siti di balneazione europei:.

7- tutela delle acque interne e costiere, acque

Che cos'e' il Ccm I programmi e i progetti del Ccm Piano nazionale della prevenzione Guadagnare Salute Ondate di calore e salute Le pubblicazioni del Ccm Archivio in bella vista Archivio aggiornamenti Archivio newsletter Altri archivi. Un mare di Per esempio 2. Le acque di balneazione in Europa: i dati Nelsu oltre 20 mila siti di balneazione controllati in tutta l'Unione europea, circa due terzi riguardano acque di balneazione costiere e un terzo acque di balneazione interne fiumi, laghi e stagni.

Gli utenti possono cercare informazioni a livello nazionale, regionale o provinciale - e osservare specifici siti di balneazione su Google Earth, Google maps o Bing maps. Coordinato con l'art.

Ultimo aggiornamento:.Secondo il D. Gli acquiferi attualmente monitorati sono quelli alluvionali, ossia quelli ospitati nelle piane di fondovalle, generalmente corrispondenti ai tratti fluvio-torrentizi terminali, sia per la loro preminenza in termini di volumi d'acqua contenuti, sia per il conseguente maggior interesse ai fini dell'approvvigionamento idropotabile.

Sono oggetto di monitoraggio anche un gruppo di sorgenti significative, al fine della caratterizzazione degli acquiferi in roccia. I contaminanti ricercati comprendono: metalli inquinanti inorganici, idrocarburi organici aromatici e policiclici aromatici IPAalifatici clorurati cancerogeni, nitrobenzeni, clorobenzeni, pesticidi e altre sostanze quali i policlorobifenili PCB. Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'. Tematiche meteo AllertaOnline previsioni bollettino liguria riassunto oggi domani mattina dopodomani mattina tendenza bollettino PDF rischio meteo pdf legenda simboli il tempo a B - Ghironi s.

B - Helios s. Home acqua acque interne sotterranee. Siti consigliati. Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Per saperne di piu' Approvo.Acque troppo spesso inquinate, sprecate, e poco tutelate.

A parlare chiaro sono i dati. Ma la tutela della risorsa idrica passa anche attraverso una corretta depurazione dei reflui fognari. Anomalie che andranno gestite per evitare lo svuotamento della falda.

I n Italia si consumano annualmente oltre 26 miliardi di metri cubi di acqua. Dati Water Management Report Nel sono arrivati due passi positivi per salvare il Canale.

Per altro nella prima edizione di questo dossier, realizzata nella storia del Canale era stata annoverata, a seguito della denuncia delle cattive condizioni, tra quelle negative, ora si sta trasformando in una esperienza virtuosa di buona gestione. Vuoi ricevere la newsletter di Legambiente? Basta inserire i tuoi dati cliccando sul seguente pulsante. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly.

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Tutela delle Acque e Risorse idriche

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Per quella occasione si raccolsero ben mila firme, molte delle quali arrivarono dai nostri soci e lettori di questo sito. La lettera del Touring e di altre associazioni al premier Conte: "Nel rilancio del Paese un ruolo centrale per la tutela degli ecosistemi" Leggi la news. A Piacenza, il "segreto in fondo al pozzo" accessibile grazie ai Volontari Touring Passione Italia - Leggi la notizia. Bolzano, le due piccole, grandi chiese aperte dai Volontari Touring Passione Italia - Leggi l'articolo.

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Qual è la qualità dell’acqua in Italia? Lo svela il dossier AcQualeQualità di Legambiente

Contatti Dove siamo Scrivici. Touring Club Italiano — Reg.La Direttiva stabilisce che gli Stati membri devono prima identificare e analizzare le acque europee per ogni singolo bacino e distretto idrografico per poi adottare Piani di gestione PdG e Programmi di misure di protezione adeguati. I Piani di gestione che gli Stati membri devono predisporre per ogni singolo bacino idrografico rappresentano lo strumento di programmazione e attuazione per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

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A partire dalle analisi effettuate viene predisposto per ogni distretto, un programma di misure volte al raggiungimento del buono stato delle acque. La quinta Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio Com 95 rappresenta lo stato di attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque e della Direttiva sulle alluvioni e si basa sulla valutazione effettuata dalla Commissione del secondo ciclo di Piani di gestione dei bacini idrografici e del primo ciclo di Piani di gestione del rischio di alluvioni, elaborati e trasmessi dagli Stati membri per il periodo Viceversa, si evidenzia una situazione meno incoraggiante, in relazione allo stato delle acque superficiali.

Rispetto al primo ciclo di attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque, sono stati registrati miglioramenti dello stato soltanto per un numero limitato di corpi idrici.

Tra le possibili cause individuate dalla CE: l'identificazione tardiva delle pressioni; il maggior tempo necessario per la definizione di misure politiche efficaci; un'introduzione lenta delle misure; il tempo di reazione della natura prima che le misure prendano effetto. Al fine di centrare gli obiettivi individuati dalla Direttiva Quadro, la Commissione europea nel ha adottato il Piano di salvaguardia delle risorse idriche europee COM def. Tre sono i pilastri su cui si fonda il piano:.

Per far fronte alla riduzione delle risorse idriche la Commissione propone due tipi di misure. Il Parlamento ha approvato il documento il12 febbraio La Parte Terza del D. Il Piano comprende l'insieme delle misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa dei sistemi idrici, a scala regionale e di bacino idrografico.

Tutti i Piani di Gestione del primo ciclo di pianificazione e i relativi aggiornamenti sono stati approvati. L'Italia ha adottato e comunicato la seconda generazione di Piani di gestione dei bacini idrografici nell'ambito della Direttiva Quadro sulle Acque e la Commissione europea ne ha valutato lo stato e lo sviluppo dall'adozione della prima generazione di piani, comprese le azioni proposte nella relazione di riesame del Salta al contenuto principale.Con il termine "acque superficiali" si intendono tutte le acque interne con l'eccezione delle acque sotterranee, ovvero l'insieme delle acque correnti di fiumi, torrenti, ruscelli e canali, delle acque stagnanti di laghi e paludi, delle acque di transizione e delle acque marino-costiere incluse nella linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle acque territoriali.

Le acque dei fiumi e dei laghi sono generalmente classificate come acque dolci, per la bassa concentrazione di sali che le rende appropriate per l'uso potabile. Le acque superficiali costituiscono oggetto di tutela della normativa europea e nazionale, al fine di prevenirne e ridurne l'inquinamento e perseguirne utilizzi sostenibili.

7- tutela delle acque interne e costiere, acque

Acque superficiali Con il termine "acque superficiali" si intendono tutte le acque interne con l'eccezione delle acque sotterranee, ovvero l'insieme delle acque correnti di fiumi, torrenti, ruscelli e canali, delle acque stagnanti di laghi e paludi, delle acque di transizione e delle acque marino-costiere incluse nella linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle acque territoriali. Acque superficiali Principali riferimenti normativi Corsi d'acqua Laghi Acque di transizione.La protezione e la gestione delle risorse idriche superano i confini nazionali.

Tuttavia, il suo utilizzo in un'ampia gamma di settori quali l'agricoltura, il turismo, i trasporti e l'energia, genera pressioni su tale risorsa. Nel la Commissione ha lanciato il Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europeeuna strategia a lungo termine volta a garantire un approvvigionamento idrico adeguato dal punto di vista qualitativo per tutti gli usi legittimi, migliorando l'attuazione dell'attuale politica europea sulle acque, integrando gli obiettivi della politica sulle acque all'interno di altre politiche settoriali e colmando le lacune del quadro esistente.

La politica unionale ha istituito due quadri giuridici principali per la tutela e la gestione delle risorse d'acqua dolce e di acqua marina mediante un approccio olistico basato sugli ecosistemi, ossia la direttiva quadro europea sulle acque e la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino.

Direttiva quadro europea sulle acque e direttive specifiche in materia di acque. La direttiva quadro europea sulle acque definisce un ambito per la protezione delle acque interne superficiali, di transizione, costiere e sotterranee.

La direttiva sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento stabilisce criteri specifici per la valutazione del buono stato chimico delle acque sotterranee, per individuare significative e durature tendenze all'aumento e determinare i punti di partenza da utilizzare per le inversioni di tendenza.

Tutti i valori di soglia per le sostanze inquinanti ad eccezione dei nitrati e dei pesticidi, per i quali i limiti sono stabiliti da una specifica disciplina europea sono fissati dagli Stati membri. Nel corso della stagione balneare gli Stati membri sono tenuti a prelevare campioni delle acque di balneazione e controllare la concentrazione di almeno due batteri specifici una volta al mese e presso ciascun sito di balneazione. La direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane ha lo scopo di proteggere l'ambiente dalle ripercussioni negative dello scarico delle acque reflue urbane e dello scarico delle acque reflue originate dall'industria.

La direttiva stabilisce i requisiti minimi e i calendari per la raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane, introduce controlli sullo smaltimento dei fanghi di depurazione e richiede di eliminare gradualmente lo scarico dei fanghi in mare.

Sono attualmente al tavolo della discussione nuove norme volte a contrastare la penuria idrica agevolando il riutilizzo delle acque reflue per l'irrigazione agricola. La direttiva sui nitrati intende proteggere le acque dall'inquinamento causato dai nitrati provenienti da fonti agricole. Un regolamento complementare chiede agli Stati membri di inviare alla Commissione, con cadenza quadriennale, una relazione recante informazioni sui codici di buona pratica agricola, sulle zone vulnerabili ai nitrati designate e sul controllo delle acque, corredata di una sintesi dei programmi d'azione.

L'obiettivo sia della direttiva che del regolamento consiste nel salvaguardare l'acqua potabile e prevenire i danni provocati dall'eutrofizzazione. Impone agli Stati membri di effettuare una valutazione preliminare che individui i bacini idrografici e le relative aree costiere a rischio e, successivamente, di elaborare mappe del rischio di alluvione e piani di gestione focalizzati sulla prevenzione, la protezione e la preparazione.

La politica marittima e costiera dell'UE. Essa individua regioni il Mar Baltico, l'Oceano Atlantico nordorientale, il Mar Mediterraneo e il Mar Nero e sottoregioni marine europee entro i confini geografici stabiliti dalle convenzioni marittime regionali.

Al fine di conseguire un buono stato ecologico delle acque marine entro ilgli Stati membri sono tenuti a elaborare strategie per le proprie acque marine basate sugli ecosistemi, da riesaminare ogni sei anni. Un regolamento sulla gestione integrata delle zone costiere definisce inoltre i principi alla base di una sana pianificazione e gestione delle zone costiere di cui gli Stati membri devono tenere conto.

Il disastro petrolifero del naufragio dell'Erika nel ha imposto all'UE di rafforzare il suo ruolo nel campo della sicurezza marittima e dell'inquinamento marino attraverso l' istituzione dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima EMSAtra i cui compiti figura quello di prevenire l'inquinamento e intervenire in caso di inquinamento causato dalle navi o dagli impianti per l'estrazione di gas e idrocarburi.

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La direttiva relativa all' inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni — e il suo relativo aggiornamento — ha lo scopo di assicurare che i responsabili di scarichi di sostanze inquinanti in mare siano soggetti a sanzioni efficaci e dissuasive di natura penale o amministrativa. Accordi internazionali sulle risorse idriche regionali. Le acque fluviali dell'UE sono tutelate dalla convenzione sulla protezione del Danubio del e dalla convenzione per la protezione del Reno del La cooperazione interregionale in materia di ambiente incentrata sulle acque marine o sui bacini fluviali ha portato all'elaborazione di diverse strategie macroregionali nell'UE: la strategia per la regione del Mar Baltico del la prima strategia globale dell'UE messa a punto per una macroregione ; la strategia per la regione del Danubio e la strategia per la regione adriatico-ionica In risposta a tale iniziativa dei cittadiniil Parlamento, a larga maggioranza, ha chiesto alla Commissione di proporre una normativa che sancisca il diritto umano universale all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite e, se del caso, una revisione della direttiva quadro sulle acque intesa a riconoscere l'accesso universale e il diritto umano all'acqua.